Da semplici considerazioni ed aneddoti capiamo l’importanza della Blogsfera, dal “chiacchericcio informale”, il passaparola che viaggia e passa da blog a blog, senza perdere il suo significato originario.
Infatti la Blogsfera non è il “Telefono senza fili” a cui giocavamo da bambini, ora abbiamo i link che rendono credibile e provante un argomento.
Scrivo questo post perchè nel Daily Report di ieri, Jeffrey parla della vera forza di un blog: un utente di un determinato servizio scrive critiche e constatazioni circa quel servizio, dei lettori le leggono, il passaparola fa’ il suo cammino su Internet e migliaia di persone sono informate circa quel servizio, contro tutte le fatiche, lavorative, gestionali ed economiche che l’azienda che cura quel servizio deve avere. Il chiachericcio potrebbe anche far risparmiare le aziende.
Come accade per un servizio web, il buzz può influenzare i lettori, attivi blogger o lurker, in ogni ambito della conoscenza umana. Un mondo ideale, quindi, sarebbe un mondo di blogger, ma estremizzo la discussione.
A questo punto si ricomincerebbe con i soliti problemi e questioni filosofiche del Web: rintracciare la fonte corretta, estirpare il rumore di un eccessivo overflow informativo, e, per finire, la solita domanda: se tutti scrivono, chi legge?
Forse scrivo un poco più di quello che voleva essere l’obiettivo di questo post, per il momento, saggia tra tutte le decisioni, sarebbe bene continuare così, sulla strada intrapresa da me, da chi prima di me e da chi dopo di me aprirà un blog.
Continuare a scrivere le opinioni e gli accadimenti della nostra vita, on-line ed off-line, ci aiuterà ad avere una saggezza pluralizzata, saremo migliori grazie al buzz.
Ma questa è solo la scoperta dell’acqua calda: noi lo abbiamo capito, bisogna solo continuare a chiarire cosa è veramente un blog e portare più persone possibili on-line, far capire che non è solo “questione da geek“. Questo post ha anche questo come obiettivo, sperando che la coda lunga faccia il suo dovere.