La mia sull’ Open Source

Ogni tanto mi capita ancora di sentire battaglie varie, stupide o meno, circa i diversi modi di vedere il mondo, la politica, l’ informatica, il web. Non voglio andarmi a ficcare in qualche discorso di politica, relativismo o problematiche varie, voglio rimanere più in basso, con tematiche che mi sono più vicino, inerenti la mia sfera professionale o comunque vicino alle mie passioni.

Tra queste è presente la Sorgente Aperta, l’ Open Source. Cosa c’è che mi procura fastidio nella Sorgente Aperta? La sua ideologizzazione.

Dicesi :

In informatica, open source (termine inglese che significa sorgente aperto) indica un software rilasciato con un tipo di licenza per la quale il codice sorgente è lasciato alla disponibilità di eventuali sviluppatori, in modo che con la collaborazione (in genere libera e spontanea) il prodotto finale possa raggiungere una complessità maggiore di quanto potrebbe ottenere un singolo gruppo di programmazione.

Tutto, qui! Niente di più e niente di meno. L’Open Source è un modo di sviluppare software, e in generale le idee, per far si queste crescano senza arrestarsi, portando giovamento all’ umanità tutta. Questo tipo di sviluppo è anche in grado di garantire maggiori margini alla nostra libertà ed alla nostra privacy.

Ideologia: Open Source Estremo Sociale

Purtroppo si tende sempre a ideologizzare appannando la realtà di fatto. Si creano moti estremamente sociali che offuscano la bontà del movimento, che superano lo “sfottò da tifoseria” e gli intenti di libertà che sono la base dell’ iniziativa “Open Source”. Non c’è bisogno dei movimenti anti-Microsoft, del “Linux è meglio di…e ho ragione io”. La qualità del modello di sviluppo a “Sorgente Aperta” si fa avanti autonomamente.

Anche il prezzo delle licenze non ha niente a che fare con il movimento Open Source: un software, il cui rilascio comporta anche il rilascio del suo codice, può essere acquistato come si fa per qualsiasi altro prodotto. Ancora più succulento se oltre al prodotto si offre un servizio, dietro pagamento di una somma: “il software è gratuito, se vuoi ti insegno come si usa”. Oppure: “vuoi assistenza in caso di problemi?”. Non confondiamo mai la libertà con il gratis, e ricordiamo sempre:

To understand the concept, you should think of free as in free speech, not as in free beer

Per capire il concetto, bisognerebbe pensare alla libertà di parola e non alla birra gratis

The Free Software Definition

Quindi basta con stupide battaglie che sanno tanto di politica anni ‘60. Non che la politica anni ‘60 sia stupida, lo diventa quando la si vuole applicare nel 2006 ed all’ informatica.

Per fare comunità non serve per forza programmare: Informare, Informare

Nessuna vieta, o almeno non dovrebbe farlo, di comprare, e sottolineo comprare, una bella copia di Windows XP. Nessuno dovrebbe permettersi di giudicare. Sarebbe molto meglio: “Ora hai la tua copia di Windows sul pc, ti faccio una doppia partizione e ti installo la mia distribuzione Linux preferita, la provi e mi dici quale sia meglio. Non preoccuparti, non mi devi nulla: per me è un piacere e poi Linux è anche gratuito”. Questa è comunità. Io sono meglio di te non è comunità.

Potremmo anche far capire cosa è meglio, focalizzare i pro della sicurezza ma ricordare che per installare qualche applicazione a volte si devono fare i salti mortali. Però si potrebbe sempre aggiungere: “Ora ti aiuto io, poi naviga un poco in internet che trovi tutto. Sarà un divertimento!”.

Il futuro della Sorgente Aperta è inesorabile: l’ evoluzione naturale porterà alla realizzazione del software perfetto solo tramite gli scambi della comunità. Una sorgente chiusa è un DNA che non si adatta ai cambiamenti, ed un DNA che non si adatta ai cambiamenti, che non rielabora e arricchisce i sui contenuti è destinato a creare organismi malati.

Maccartismo: Il mostro Open Source

Attenti all’ uomo nero che arriverà e vi mangerà tutti!

Sull’ altra faccia della medaglia è presente il maccartismo delle multinazionali del software, ed anche dell’ hardware, della musica, del cinema… Chi vuole che il software resti solo chiuso e solo a pagamento? Naturalmente chi da questa formula, complice l’ ignoranza degli utenti, ci guadagna molto. Di più del tanto. Oppure chi, grazie a quel software, riesce a nascodere qualche cosa che potrebbe compromettere la nostra privacy e la nostra liberà.

Le applicazioni e i sistemi operativi Open Source possono aiutarci e difenderci da questo abuso di potere.

La sfida per la libertà

Queste aziende stanno esclusivamente cercando di mantenere il primato dei loro prodotti con mezzi che hanno poco a che fare con la qualità dei medesimi. Essendo molto potenti e ricche, riescono a realizzare accordi commerciali tra di loro o con i governi stessi. Non dimentichiamo il rischio brevetti software superato da poco in Europa ma ancora non del tutto vinto. I brevetti sul software metterebbero veramente a serio pericolo l’ espansione e la possibilità di ognuno di realizzare o usare software a sorgente aperta.

Il Trustuded Computing/DRM è ancora peggio: una piattaforma che scelga quale cosa sia meglio o peggio per noi. Capito! Qualcuno che ci toglie il problema del meglio e del peggio. Ma chi è che seglie? Sempre loro, Le aziende di prima. quelle che vogliono rendere il web, il software, la musica, come un enorme Pay TV e che non vogliono permettere la diffusione di altre forme di intrattenimeno o sviluppo. Vogliono limitare il C2C, imponendo esclusivamente i loro prodotti alle loro condizioni.

C’è Open Source ed Open Source

Alcune Software House cominciano a cambiare rotta, si avvicinano al mondo della sorgente aperta, ma a piccoli passi o con operazioni di propaganda che nulla hanno a che fare con la possibilità di ricchezza culturale che permette l’Open Source. Quindi è sempre bene fare molta attenzione: fuori dalle licenze o , le speranze di liberà e difesa personale vengono limitate. Attenzione.

Detto questo…

Questa è la vera faccia dell’: la capacità di realizzare software migliore senza sorprese nascoste, che garantisca la nostra libertà di scelta. Nessun reggiseno da bruciare in piazza. Ma, ti ripeto: sei liberissimo di continuare ad usare Windows, io ti ho solo voluto avvertire. E tieni presente: questo è solo il mio punto di vista, il bazaar ne contiene tantissimi.

Comments 5

  1. CaloRE wrote:

    Sono d’accordo al 100% !!!

    Posted 08 set 2006 at 17:07
  2. Davide wrote:

    Meglio: c’è più speranza per il futuro

    Posted 08 set 2006 at 20:25
  3. Stefano wrote:

    Complimenti, ottimo post, sono d’accordo su tutta la linea :)

    Posted 14 set 2006 at 12:43
  4. vincenzo santiglia wrote:

    caro Davide,
    semplicemente, posso imparare ad usare linux da solo conoscendo poco di informatica?
    Che cosa mi richiede?

    Posted 22 set 2006 at 10:00
  5. gasolino wrote:

    Mi sembra che tu abbia le idee un po’ confuse: prima dici che non si devono fare campagne anti-microsoft e anti-software chiuso, che il software non c’entra con l’ideologia, che se uno vuole installare windows ne avrà pure il diritto! Poi, subito dopo, senza neanche scomporti un attimo, denunci il comportamento illegale e immorale delle multinazionali informatiche e delle major, denunci i pericoli del TC "alla microsoft" e del DRM, denunci il monopolio. Scusa, ma questa cos’è? Non è forse politica? Quando si parla di libertà, di economia, di sistemi sociali, di innovazione e di modelli di sviluppo, non è politica? La comunità del software "free" (come la parola, non come la birra) *fa* politica. É così, ed è giusto che lo sia.

    Posted 02 nov 2007 at 20:41

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  1. From Voglia di Terra on 07 set 2006 at 22:13

    Hacker…

    Sono tremendi, gli hacker, ti rubano il numero di carta di credito, ti leggono le mail, ti impallano windows con virus e trojan e chattano con il tuo bambino, ’sti ped0f1l1. Chi legge una rubrica su Internet in qualsiasi giornale……