Cosa ci vuole per emergere nel web?

No, non è uno sfogo da killer application mancante, è solo un’osservazione derivata dalla lettura di un post di Jason Kottke: Fotolog e Flickr sono 2 grandi contenitori di foto e promotori di filesharing, ma a quanto pare tra i due, a livello internazionale, il più popolare è Fotolog. Ve lo aspettavate?

Certo, i dati sono Alexa, quindi lasciatevi il beneficio del dubbio, ma a quanto pare questa enorme popolarità di Fotolog deriva dagli utenti Sud Americani, che sono più propensi ad utilizzarlo perchè dotato di localizzazione Spagnola e Portoghese.

Quindi 2.0, API, AJAX ed il resto di tutto il tam tam / buzz che producono, a cosa servono? Ad invogliare l’uso di una web app di parte di un pubblico, come definirlo, filostatunitense? E le armonie grafiche, l’usabilità ed il resto della User Science? Sempre minchiatelle occidentali?

L’impatto che ha una web app dipende esclusivamente dalla comunità che vi ruota intorno, ma come generare comunità? Qual’è il segreto definitivo? A me cominciano a sfuggire di mano molte cose. Comincio a credere che il fattore C sia la cosa più determinante.

È naturale che un’applicazione seria che voglia creare comunità, non può essere esente da strumenti fondamentali di condivisione e deve rilasciare le sue API, Fotolog insegna anche che ci devono essere delle buone localizzazioni e che l’aspetto grafico non è poi così fondamentale, ma poi?

Dove parte il tutto? I famosi OPC di Granieri, da cosa sono attratti? Perchè di OPC si parla se si vuole creare un solido core dal quale creare una comunità.

Detto questo, chiaritemi voi, perchè io ne capisco sempre di meno. Ma forse è logico che sia così, d’altronde stiamo parlando di due sistemi complessi inseriti uno nell’altro, una ipotetica comunità immersa nella rete: che la complessità rasenti l’incomprensibilità è il minimo.

O, in un impeto di schiettezza capitolina, so io che sò de coccio?