Segnali di pazzia
Al momento l’analisi giornalistica che più si adatta al mio pensiero, in merito al blocco dei camionisti, è quella di Sergio Rizzo per il Corriere della Sera, anche se ammetto non conoscevo Uggè ed i suoi poteri. Eppure esistono ancora persone che parlano e proteggono i camionisti: come fanno le persone a proteggere i loro diritti? Dicono le persone che fondamentalmente non conoscono la realtà della politica italiana della storia. Ed io mi domando da quando il carburante sia diventato un diritto. Cambia il tuo business, cerca di evolverlo, inventati qualcosa per lasciarlo competitivo: fregheresti chi ancora usa combustibili fossili.
Cavolo, ma io non mi alzo ogni mattina per andare al lavoro? Anche io uso la macchina ed anche io vedo che ogni giorno che passa il costo del carburante aumenta. Accade in ogni parte del mondo!!! Il petrolio è finito, non lo avete capito? Ma questo è un altro discorso…
Quello che io voglio dire: ma io blocco il traffico per andare da casa al lavoro? Io costringo a scioperare chi non vuole farlo?
Visto che la situazione psichica precaria contro i prepotenti FascioComunisti d’Italia invade ogni tessuto del mio corpo, credo che attualmente la situazione da me proposta sarebbe quella di metterli in una gabbia, non in cella, in una gabbia, al sole in pieno Sahara, ma giusto 6 mesi: sono sempre un liberale… he, he, he, haaaaa, piru, piru, piru, mmmmm, vrooooooom, putf, putf, hahahaha, icke, icke, icke, icke
6 Responses to Segnali di pazzia
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concordo e sinceramente spero che lo sciopero duri abbastanza da ricordare alle aziende dell’esistenza dei (meno inquinanti) treni …
Esatto dat, anche se credo non basti. Bisogna reinventare il trasporto per la piccola e media distanza
@Davide
certamente, e questo è il primo passo, però io ci aggiungerei anche la necessità di educare gli acquirenti (noi) a chiederci da dove vengano i prodotti che acquistiamo (e a parità di prodotto scegliere il più vicino, per quanto possibile). Ti faccio un esempio, a 10km da dove abito io si imbottiglia l’acqua e sinceramente non vedo nessun buon motivo per bere altra acqua di marche differenti (che inevitabilmente necessiterebbe di un kilometraggio di trasporto ben superiore).
Si badi che non voglio teorizzare una autarchia locale (le banane arriveranno sempre dal sudamerica), pero’ nel caso in cui si possa fare una scelta critica perché non farlo?
ciao
dat
Esatto dat, ma pero che parta dalla civiltà di ogni singolo individuo e non dalle costrizioni di una legge o un gruppo di pressione.
@Davide
questo è sottinteso, è anni che aspetto che il popolo italiano diventi adulto, mi sa che dovrò attendere ancora parecchio … ;)
saluti
dat
“Molto Parecchio”