In memoria di te

Cominciare a scrivere è molto difficile, ma sento di doverlo fare. Cinque giorni fa mio padre è morto, non pensavo ma la vita continua. Un male terribile, infame e bastardo, lo ha ucciso e per me è stata la cosa più inaspettata in assoluto. L’amore di un madre si è fatto carico di tutto il dolore per 7 lunghi mesi ed io sto vivendo quello che mai avrei creduto. In fin dei conti queste cose capitano sempre agli altri.

Mio padre era vivo, mio padre si curava ed avrebbe continuato a vivere dopo questo piccolo incidente di percorso, o almeno lo credevo. Sembra che tutti intorno a me fossero consapevoli che la morte di mio padre era imminente e sicura, tutti tranne me. Questo mi rende la persona più ingenua del mondo.

Chi era mio padre? Scriverne ora  è alquanto difficile, cercare di descriverlo evitando di scendere nel luogo comune, nel banale e nel melanconico è impresa assai complicata. Mio padre non era perfetto, ma sicuramente è stata la persona più civile e responsabile che io abbia mai conosciuto. Purtroppo alcuni lati del suo carattere, e del mio, ci hanno portato “troppe” volte allo scontro, ed ora i pensieri, brutti, mi fanno male e tolgono il respiro.

Chissà perché non si riesce mai a pensare ai bei ricordi in questi momenti.

Io, sopraffatto dal dolore dei miei fallimenti, spesso mi sono guardato intorno per cercare un capro espiatorio, troppe volte ho trovato lui, ma mai lui è stato artefice dei miei fallimenti. Ma solo ora riesco a dirlo. Bella merda di figlio.

Un padre che lo picchiava perché non diceva le preghiere ed un figlio che troppo spesso lo additava di colpe inesistenti: cosa esiste di peggio in una vita? Un tumore… bingo.

Quanto lo vorrei qui accanto per abbracciarlo ed urlargli “Ti Voglio Bene”. Stringerlo per non mandarlo mai via: per lui non ci saranno più serie dei Simpson, nessuna più idiozia di Homer ed il Nembo Kid di Smallville non diventerà mai Superman. Le collezioni di Scorpio e Lanciostory non avranno nuovi numeri e la brossura di Tex alle prese con un “Sasquatch” è l’ultima che ha avuto tra le mani, l’ultima che ha letto e che giace con lui. Si era fatto un regalo poco prima della scoperta della malattia, una videocamera, ma solo un DVD costituisce la sua collezione, non ce ne saranno altri. Il PD avrà un ulteriore voto in meno alle prossime elezioni. Dovrò pensare io alle sue amate tartarughe e spero che lo farò per il meglio. Lorenzo e Beatrice, i figli che un giorno spero di avere, non potranno essere viziati dalle sue infinite attenzioni. Ciambellette al vino, tozzetti e pastiera non saranno più le sue specialità.

La morte dell’individuo è la salvezza della specie, ma neanche Darwin mi consola in questo momento. Continuo a non credere in un dio qualsiasi, ma quanto vorrei sbagliarmi in questo momento, quanto vorrei avere la possibilità di poterlo baciare di nuovo quel mio piccolo padre.

Per il suo funerale non abbiamo voluto fiori, ma offerte in denaro da devolvere alle associazioni per la ricerca sul cancro: la mia ragazza mi ha insegnato questo nobile gesto, spero che possa in qualche possa eguagliare la nobiltà e la bontà che contraddistinguevano mio padre.

Mi sento svuotato e perso in alcuni istanti, desidero lui e niente altro, ma proprio lui non posso avere.

Addio Papà mio, addio per sempre…